
Con la nuova Manovra 2026, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, cambia ancora la tassazione sugli affitti brevi.
L’aliquota sulla cedolare secca passerà infatti dal 21% al 26%, uniformandosi per tutti i contribuenti: privati, agenzie immobiliari e piattaforme online che gestiscono o intermediano locazioni brevi.
Addio alla riduzione per un solo immobile
La novità più rilevante è la soppressione della riduzione al 21% prevista fino al 2025 per un solo immobile destinato agli affitti brevi.
Dal prossimo anno, quindi, tutti i redditi derivanti da locazioni brevi saranno tassati al 26%, senza eccezioni.
Come cambia la ritenuta per gli intermediari
Anche gli intermediari immobiliari (agenzie e portali) dovranno adeguarsi alla nuova aliquota:
la ritenuta d’acconto sui canoni corrisposti ai proprietari passerà dal 21% al 26%.
Se il locatore non sceglie la cedolare secca, tale ritenuta sarà considerata a titolo di acconto sull’imposta dovuta.
Chi sono gli “intermediari immobiliari” secondo la legge
Quando si parla di “intermediari immobiliari”, è bene ricordare che la normativa fa riferimento agli Agenti di Affari in Mediazione — cioè agenti immobiliari e mandatari a titolo oneroso — abilitati ed iscritti ai sensi della Legge 39/1989.
Questa definizione include anche coloro che operano per conto di una sola parte, la cosiddetta mediazione atipica o unilaterale.
Attenzione ai “property manager”
Negli ultimi anni sono sempre più diffusi i cosiddetti property manager, figure che gestiscono immobili per locazioni brevi promuovendoli online e operando su mandato di un solo proprietario.
È importante sapere che questa attività rientra a pieno titolo nel mandato a titolo oneroso, e quindi richiede abilitazione e iscrizione alla Camera di Commercio, previa verifica dei requisiti di legge e superamento dell’esame abilitante.
In sintesi
Dal 2026 la tassazione degli affitti brevi sarà più alta e più uniforme, ma anche più regolamentata per chi opera come intermediario.
Una misura che punta a garantire maggior trasparenza nel mercato e a contrastare le forme di intermediazione non autorizzata, a tutela sia dei proprietari che degli operatori regolarmente iscritti.

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